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ABOUT ME 

Mi chiamo Luigi Stranieri, sono nato a Napoli e vivo in Giappone.

Sono alla ricerca dell’essenziale: tanti attori e nessun protagonista se non il Giappone dei sobborghi o delle grandi città. Da ormai vent'anni vivo a Nagoya con la mia famiglia. La lontananza dalla mia cultura di origine mi ha permesso di trovare un punto di vista privilegiato da cui osservare l'umanità che mi circonda: ogni gesto, rituale o consuetudine assumono per me uno spessore che “chi è dentro” non può o non riesce a vedere. Le mie immagini raccontano storie del quotidiano che mi circonda. Penso che il mondo, quello delle guerre e del mercato globale sia lontano dai problemi comuni della gente. Esploro costantemente i luoghi, indagando la relazione fra lo spazio e il singolo, le storie individuali e collettive che si intrecciano nelle città. Ho sempre la netta sensazione che la fotografia per me sia solo un mezzo, come potrebbe esserlo la musica o la pittura. Fare fotografia mi permette di parlare. In un’immagine posso trovare tutto e niente, la verità e le grandi bugie. Per me la fotografia è la cosa che si avvicina di più al reale, al concreto: va dritta al punto. Non mi reputo un fotografo nel senso moderno del termine, piuttosto mi sento testimone del mio tempo e testimone della mia stessa vita.

 

 

 

BIOGRAFIA

Luigi Stranieri nasce a Napoli nel 1972.

Nel 1997 si trasferisce in Giappone, dove si sposa. A Nagoya apre un Centro di lingua e cultura italiana che gestisce fino al 2006, anno in cui si trasferisce nuovamente in Italia, precisamente a Bologna, dove lavora come Licensing Manager nel settore moda.

Comincia a fotografare nel 2013. Nel gennaio 2016 viene selezionato per la mostra collettiva Impermanenze a cura di Silvia Bigi presso la galleria Lilith, Ravenna. Nello stesso anno il suo lavoro RA8 - under the sea level fa parte di una seconda mostra collettiva al Semplicemente Fotografare Live di Novafeltria. Ha frequentato corsi e workshop, tra cui il corso annuale del Prof Yamada Ko presso il PACCell Studio di Nagoya. Nel 2017 è vincitore del concorso Anatomie#2 di Percorsi Fotosensibili. Nel 2016 torna a vivere in Giappone con la moglie – chiamata ad occuparsi dell'azienda di famiglia – e le tre figlie. Nel 2018 pubblica il suo primo libro, Itsu mo arigatou, e il suo lavoro è selezionato da Fotografia Europea Circuito OFF tra le mostre online. Viene inoltre selezionato al Sifest Off 2018